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giovedì 21 settembre 2017

L'Agenzia Entrate e la Buonuscita

L'Agenzia delle Entrate sta mandando ai dipendenti postali che hanno ricevuto la Buonuscita nel 2013 una richiesta di conguaglio che non tiene conto delle riduzioni dovute e correttamente applicateci dal Gestione Commissariale del Fondo Buonuscita (GFB).
Stiamo seguendo anche questa ulteriore, imprevista, tegola sulla nostra Buonuscita.
Daremo conto dei suoi sviluppi e chiediamo la collaborazione di tutti coloro che in qualche modo hanno già affrontato il problema per sapere come si è comportata l'A.E. del proprio territorio.
Potete farlo commentando il post o scrivendo a buonuscitapt@gmail.com
Diffonderemo ogni esito positivo sicché ciascuno possa utilizzarlo per lo sgravio dovuto.
Nel frattempo segnaliamo questa nota pubblicata il 20/09/2017 su IL POSTALE


domenica 10 settembre 2017

Perché si sappia

Dalla fine di luglio molti aderenti al nostro comitato hanno seguito l'esempio di Giuseppe Cinalli e quindi scritto ai componenti la commissione Lavoro della Camera chiedendo loro di sostenere la proposta risoluzione sulla Buonuscita presentata dall'On. Walter Rizzetto.
damiano_c@camera.itpolverini_r@camera.itrizzetto_w@camera.itbosco_a@camera.itairaudo_g@camera.italbanella_l@camera.itauci_e@camera.it; baldassarre_m@camera.itarlotti_t@camera.itbaldelli_s@camera.it baruffi_d@camera.itboccuzzi_a@camera.it catalano_i@camera.itcasellato_f@camera.itciprini_t@camera.itcominardi_c@camera.itdallosso_m@camera.itdellai_l@camera.itdisalvo_t@camera.itfassina_s@camera.itfedriga_m@camera.itfontana_c@camera.itgarnerosantanche_d@camera.itgentiloni_p@camera.itgiacobbe_a@camera.itgnecchi_m@camera.itgribaudo_c@camera.itincerti_a@camera.itlaboccetta_a@camera.itlavagno_f@camera.itlombardi_roberta@camera.itlomonte_c@camera.itmaestri_p@camera.itmartelli_g@camera.itmiccoli_m@camera.itmottola_g@camera.itparis_v@camera.itpiccolo_giorgio@camera.itpizzolante_s@camera.itprataviera_e@camera.itrostellato_g@camera.itrotta_a@camera.ittinagli_i@camera.ittripiedi_d@camera.itzappulla_g@camera.it
C'è chi ha scritto anche ad altri parlamentari, qualcuno - invece - solo ai "suoi", altri ancora solo a chi credeva potesse avere qualche potere di intervento. Insomma ciascuno secondo le proprie sensibilità.

Tra quelle persone in Parlamento, quelle evidenziate hanno firmato risoluzioni parlamentari o fatto interrogazioni per chiedere la risoluzione del nostro problema, ma da loro non sono giunte risposte.
L'unica a rispondere è stata solo l'On. Marialuisa Gnecchi, capogruppo PD in Commissione,  ha risposto alle e-mail.

In questa settimana il Parlamento ritornerà a lavorare a pieno ritmo. 
L'on. Rizzetto, uomo di parola,  ci comunica di aver sollecitato la discussione della risoluzione che ci riguarda presentata il 20/06/2017.

Vedi anche qui

venerdì 18 agosto 2017

Il PIL in crescita crea un margine da 3,5 miliardi

Risultati immagini per pilO no?
Annamaria Parente
Capogruppo PD in Commissione Lavoro al Senato
16 agosto alle ore 11:05
Ancora buone notizie per la nostra economia. La stima preliminare dell'#Istatda il #Pil in aumento dello 0,4%, al di sopra dei calcoli del Def. Dato che puó aprire spazi positivi per la imminente legge di bilancio #Avanti


Allora ci sarà spazio per un ragionamento sulla Buonuscita dei postali, che non viene rivalutata dal 20/02/1998?
Dopo 20 anni di mancata rivalutazione sarebbe ora. O no?


Sui giornali di oggi si legge:"Il PIL in crescita crea un margine da 3,5 miliardi". 
Mi domando: perché non destinare 100 milioni per intanto per i dipendenti di poste che hanno la Buonuscita bloccata al 28 febbraio 1998? 
C'è qualche politico che vorrebbe rispondere?
Mi piace Rispondi18 agosto alle ore 11:58

giovedì 3 agosto 2017

All’On. Franca Biondelli Sottosegretaria al Lavoro

All’Onorevole Franca Biondelli
Sottosegretaria al Lavoro
           e Politiche Sociali
Franca BIONDELLI


Oggetto: Buonuscita dei dipendenti postali - richiesta di incontro.

Mi chiamo Zani Giuseppe e sono un ex dipendente postale.
Oggetto di questa richiesta di incontro, che formulo anche a nome del "Comitato Buonuscita PT", è la mancata rivalutazione della buonuscita dei dipendenti postali, che - determinatasi nel suo ammontare al 28 febbraio 1998 - viene liquidata al lavoratore dopo la cessazione del rapporto di lavoro con Poste SPA (anzi, dal 2011 anche 2 anni dopo).
Sono tra coloro che ha scritto di questa situazione al Presidente della Repubblica Sergio Mattarella (allego).
Nella risposta del 16/06/2016, a firma del Dott. Michele Maria Morabito del Segretariato Generale della Presidenza della Repubblica, è scritto: "... La informo che questo Ufficio ha sottoposto quanto da Lei rappresentato all'attenzione del Ministero del Lavoro e delle Politiche sociali, per l'esame di competenza".
Dopo aver tentato un approccio con il Sottosegretario On. Luigi Bobba (luglio 2016 alle ACLI di Brescia) e successivamente col Sottosegretario Cassano (ha dato numerose risposte scritte alle interrogazioni sull’argomento) adesso proviamo anche con Lei, visto che ha risposto alla recente interrogazione dell’On Walter Rizzetto.
Le chiediamo un incontro nel merito...
Nella scorsa legislatura, il 6-11-2012 fu assunto un impegno in commissione Lavoro della Camera dal Vice Ministro Martone – a nome del Governo – approvando la risoluzione n. 7-00635 (firmata dagli Onorevoli Codurelli, Damiano, Comaroli, Boccuzzi, Rampi, Berretta, Schirru e Madia – l’attuale ministro) relativa al trattamento di quiescenza spettante al personale dipendente di POSTE ITALIANE
Con l’approvazione della suddetta risoluzione, che accolse le valutazioni tecniche del Governo, il Governo stesso si impegnò ad assumere, entro il 31 gennaio 2013, ogni utile iniziativa che consentisse di conoscere la consistenza del patrimonio immobiliare di cui il suddetto fondo è dotato e la relativa destinazione d’uso ed inoltre, ad adottare misure che consentano a questi ultimi di usufruire di un costante aggiornamento del valore dell’indennità di buonuscita, nonché per consentire il diritto alla corresponsione della buonuscita di detti lavoratori, pur in costanza di rapporto di lavoro.
Impegno non onorato a causa della chiusura anticipata della legislatura.
A nulla è valso il richiamo alla Prof.ssa Fornero e al Dott. Martone con lettera del 10-4-2013 con la quale l’ormai ex On. Lucia Codurelli richiamava al rispetto di quell’impegno, ribadito il 25-5-2013 anche al nuovo Ministro del Lavoro, Prof. Giovannini, al suo vice, On. Cecilia Guerra e al Sottosegretario On. Carlo Dell’Aringa.
Abbiamo letto le risposte alle interrogazioni da parte del Sottosegretario Sen. Cassano e quanto ha riferito all’On. Gianni Cuperlo.
Si dice: ««…Com’è noto, il 6 novembre 2012, la Commissione XI della Camera dei 8-00208 (già 7-00635) con la deputati ha approvato la risoluzione n. quale ha impegnato il Governo «a valutare la possibilità, entro il 31 gennaio 2013, di adottare eventuali iniziative, anche di natura normativa, che consentano ai lavoratori di Poste Italiane spa di usufruire di un costante aggiornamento del valore dell'indennità di buonuscita, nonché per consentire il diritto alla corresponsione della buonuscita di detti lavoratori, pur in costanza di rapporto di lavoro».
Dal citato atto di indirizzo emerge, dunque, chiaramente come l'adozione da parte del Governo delle iniziative auspicate sarebbe dovuta avvenire previa verifica delle necessarie compatibilità finanziarie. Al riguardo, occorre far presente che i vincoli posti dall'attuale quadro finanziario di riferimento non hanno sinora consentito al Governo di introdurre modifiche all'attuale disciplina in materia di buonuscita, sì da poter dare attuazione al predetto impegno.
Quel «SINORA» lascia intravvedere una “volontà di superamento di questa ingiustizia, ma i vincoli economico-finanziari...”

La cifra è di quelle importanti, grande quanto il danno che stiamo subendo (SOLO NOI, non è stato così, ad esempio per i Ferrovieri).
Se in quel «SINORA» ci fosse VERAMENTE la volontà, dopo 20 anni si potrebbe affrontare passo dopo passo (come per gli esodati - sì, sono passato anche da quella situazione), ma abbiamo anche altre proposte e vorremmo capire se il Governo le vorrà ascoltare.
Certo, siamo realisti (non ci serve richiamare la miliardata trovata per le banche) sappiamo che il «tutto è subito» non è possibile, ma non deve esserlo neppure il «Niente e per sempre». Da qualche parte si deve cominciare.
Se si riconosce che c’è un’ingiustizia da sanare, dopo 4 lustri bisogna porvi rimedio.
Senza questo, la riproposizione della stessa risposta – alla fine della legislatura – finisce per essere solo un pro-forma e, oggettivamente, un arretramento rispetto agli impegni del Governo Monti – 5 anni fa. La situazione economico-finanziaria attuale, infatti, NON è certamente peggiore di quella del 2012 col Governo Monti.
Se non ci avete ancora pensato, vi chiediamo di farlo in questo scampolo di legislatura.
Per questo vorremmo un confronto nel merito, per poter dire il nostro punto di vista e dare una possibilità di concretezza anche alla dichiarata buona volontà per una soluzione.

Cordiali saluti.

Zani Giuseppe


18-07-2017.

mercoledì 26 luglio 2017

UILposte risponde


Come ricorderete il 29/05/2017 scrivemmo una lettera alle SEI Organizzazioni Sindacali di Poste.
Finora avevamo ricevuto solo le risposte di SLP-Cisl il 31/05/2017 e il 15/06/2017.
Oggi abbiamo ricevuto questo scritto dal Segretario nazionale della UILposte.
Come lo scorso anno, volentieri la pubblichiamo perché contiene precisi impegni e affinché ciascuno possa fare le proprie valutazioni.
Certo ci aspettiamo che anche gli altri ci dicano come la pensano.


martedì 25 luglio 2017

Dal 21/7/2017 il Sen. Cassano non è più sottosegretario al Lavoro

Risultati immagini per sen cassanoIl Sottosegretario al Lavoro Sen. Cassano abbandona la maggioranza e lascia il Governo.
In vista delle elezioni le pedine degli "strateghi" della politica cominciano a posizionarsi pensando al loro futuro in Parlamento. Ciascuno voterà secondo coscienza.
La nostra esperienza col Sen. Cassano, nel suo ruolo istituzionale di Sottosegretario al Lavoro è quella che vi abbiamo raccontato da questo Blog e che ripercorriamo per sommi capi.
- 15/09/2016 Scriviamo al Sen. Cassano chiedendogli un un contro sul mancata rivalutazione della Buonuscita dei dipendenti postali. Lo facciamo ripercorrendo le tappe della vicenda e, chiedendo un confronto nel merito, per poter dire il nostro punto di vista e dare una possibilità di concretezza anche alla dichiarata buona volontà per una soluzione.
- La risposta fu che il Sottosegretario era molto impegnato e ciò rendeva impossibile accordarci un incontro. Ci rendemmo disponibili per un incontro a qualunque ora di qualunque giorno e perfino ad un pranzo o una cena. Ci accordammo per un incontro col capo della sua segreteria.
- Il 17/11/2016 incontrammo l'Avv. Di Palma e successivamente scambiammo e-mail e telefonate - quanto meno settimanali - per dar seguito a quanto detto. Inutilmente. 
Le sue dimissioni mettono la parola fine a questo rapporto tentato e pi volte sollecitato solo da parte nostra. Non ci mancherà un referente.
Ciascuno poi saprà tirare le proprie conclusioni. Noi abbiamo trovato solo sordità se non addirittura disprezzo per il dialogo.
Questa mattina gli abbiamo inviato uno scritto conclusivo e ve ne rendiamo partecipi.
Buongiorno Sen. Cassano.
Il nostro "Comitato Buonuscita PT" ha spasmodicamente cercato un contatto diretto con lei nel suo ruolo istituzionale di Sottosegretario al Lavoro per sottoporle un preciso problema - quello della mancata rivalutazione della Buonuscita dei dipendenti postali.
Avevamo proposte precise da sottoporre al suo vaglio, proposte che poi avrebbe potuto decidere se utilizzare o meno.
Ha rifiutato il confronto e neppure risposto alle nostre domande, né in modo istituzionale, né in modo fraterno, né  come si conviene in un rapporto tra persone responsabili.
Dal 21/7/2017 ha lasciato questo incarico e non la disturberemo più. 
Certo sapremo tener conto delle parole dette e non dette, di quanto ha fatto e non ha fatto in quel ruolo di responsabilità nel Governo.

Non potendo dire "con stima" Le auguriamo comunque buone cose.






lunedì 24 luglio 2017

Caro Onorevole Damiano...

Risultati immagini per scrivoRiportiamo gli scritti recenti all'On. Cesare Damiano, ad oggi senza risposta
(1) 26/06/2017
Buongiorno On. Presidente Cesare Damiano,
Stamattina, 26/06/2017, a nome del “Comitato BuonuscitaPT” ho parlato con la sua collaboratrice Dottoressa D’Errico con la quale ci aveva detto di tenere i contatti.
Quando la incontrammo il 17/11/2016 per consegnare le firme raccolte in calce ad un documento nel quale si chiedeva di riprendere il filo della discussione e calendarizzare il problema della Buonuscita dei Postali a partire dall’impegno preso dal Governo Monti a seguito della risoluzione 7-00635 (poi 8-00208) di cui anche Lei era firmatario.
La risoluzione impegnava il Governo «ad intervenire con adeguate quanto repentine iniziative, anche di natura normativa, al fine di individuare una soluzione che consenta ai lavoratori di Poste spa di usufruire di un costante aggiornamento del valore dell'indennità di buonuscita, nonché per consentire il diritto alla corresponsione della buonuscita di detti lavoratori, pur in costanza del rapporto di lavoro…».
Lei ci rappresento le difficoltà e ci disse che nella legge di bilancio per il 2017  non era possibile perché tutto era già predisposto, ma che dopo la legge di stabilità – senza garantirci nulla sull’esito – Lei si sarebbe impegnato a portarla in commissione.
Sottolineò che Lei preferisce essere chiaro e non illudere e quindi poteva garantire solo questa parte.
Ci vedemmo poi il 14/03/2017 e ci disse che aveva altre urgenze, che doveva evitare 2 referendum… e di tenere i contatti con la Dottoressa D’Errico.
Da allora, periodicamente, abbiamo insistito nel ricordare l’impegno, certi che la Sua parola data sarebbe stata onorata.
Oggi, alla fine di giugno, la Sua collaboratrice ci dice che proprio la settimana scorsa sono state fatte tutte le verifiche e che si era rivista tutta la documentazione che portò alla risoluzione con prima firmataria la Codurelli: per il problema della Buonuscita dei postali non ci sono buone notizie, perché ci sono molti problemi, grossi ed importanti, in discussione “verificabili sul sito istituzionale” e non crede che sarà possibile calendarizzare il problema della Buonuscita in questa legislatura. Ce lo ha detto per “evitare un inutile pin-pong”. «So che per voi è importante, e mi dispiace ma devo essere onesta con voi… ci sono in discussione provvedimenti (ce li ha elencati) e non credo che ci sarà spazio».
Ho ricordato l’impegno che Lei - On. Damiano - si prese a novembre e ribadì a marzo (pur tra i dubbi sul suo esito) e ho chiesto se questa doveva essere intesa come l’ultima telefonata, perché tanto non se ne faceva nulla. Ha lasciato una residua – quanto remota – possibilità di una Sua iniziativa volta a calendarizzare la discussione della Buonuscita dei postali entro la fine della legislatura.
Ciò significherebbe MAI, perché neppure Lei è in grado di impegnarsi per la prossima.
Se lo confermerà, questa sarebbe la seconda sberla morale che riceviamo da Lei, perché abbiamo sempre creduto che la Sua parola di persona seria, «di sindacalista e uomo di sinistra» (così ci disse il 17/11/2016) avesse valore e non avevamo dubbi: sarebbe stata mantenuta!
Così come avevamo informato tutti delle Sue parole del novembre 2016 e del marzo 2017, dobbiamo informare tutti gli aderenti al nostro Comitato pubblicando (con la stessa evidenza) sul nostro Blog e sui gruppi Facebook la notizia che la parola data non sarà mantenuta sicché ciascuno si regoli di conseguenza. Prima di diffondere, però - ancora increduli e nel dubbio di aver mal inteso - vogliamo essere sicuri di aver capito bene e Le chiediamo di rispondere a questa precisa domanda:
On.Presidente Damiano, manterrà la parola data sul problema della Buonuscita dei dipendenti postali?(aveva detto che avrebbe portato in Commissione Lavoro questo argomento nei primi mesi del 2017 e comunque in tempo utile ad un eventuale impegno del Governo ad adottare i necessari provvedimenti riparatori.)
Per il Comitato Buonuscita PT
Zani Giuseppe

(2) 28/06/2017
Onorevole,
faccio parte del ben noto - spero - Comitato Buonuscita P.T., per il cui obiettivo so che si è prodigato per il passato e che allo stato attuale è stato più volte e nuovamente interessato da altri miei colleghi ed amici. Sono a conoscenza anche della sua posizione, piuttosto pessimistica, nel merito. Tuttavia, io - povero ed ingenuo cittadino - che non comprendo come mai si sperperino quotidianamente soldi pubblici ed il Governo, tanto per citare solo un recente quanto esemplificativo esempio, abbia deciso di intervenire con una miliardata di soldi pubblici per salvare Banche gestite in maniera ignobile da A.D., cui pure sono stati riconosciute somme ingenti a titolo di BUONUSCITA (SIGH!!!!!!!!!!), sono qui a chiederle di portare avanti questa nostra battaglia, tesa unicamente a far valere i nostri diritti, lesi, violati e calpestati, da una classe politica che ci prende in giro ormai da 19 anni!!!!!
Io credo che i diritti non abbiano colore, né partito, né devono rispondere a problemi di cassa, di appartenenza, di interessi di parte. Il diritto è trasversale ed universale, è "erga omnes"! E per questo le chiedo, da ex sindacalista, da Presidente della Commissione Lavoro, da Lavoratore e da Parlamentare, di appoggiare, in ogni modo e con tutte le sue forze, ogni azione che possa riconoscere il nostro diritto, al pari di tutti gli altri lavoratori, a vedere rivalutata la nostra Buonuscita! Anche a costo, mi permetto, di disobbedire agli ORDINI DI PARTITO! Perché il Diritto NON appartiene ad alcun partito ma allo Stato, e quindi al POPOLO!
Qui di seguito le rimetto il testo di risoluzione predisposto e già depositato dall'on.le Rizzetto sul tema. (Pensi, un parlamentare di Fratelli d'Italia, piuttosto che del PD, partito di Sinistra (???) ed un tempo Partito dei Lavoratori!).
Mi auguro che la presente possa trovare la considerazione dovuta non solo in chi legge ma anche in tutti quei parlamentari ONESTI che credono nella giustezza del loro singolo operato e che abbiano anche  il CORAGGIO, se necessario, di dissentire formalmente, coerentemente con il proprio pensiero, da diktat "superiori" che hanno radici altrove.
La ringrazio per l'attenzione che vorrà, spero, dedicare alla presente.
Distinti saluti
Claudio Aliberti
(...)

Atto Camera
Risoluzione in commissione 7-01290
presentato da
RIZZETTO Walter
testo di
Martedì 20 giugno 2017, seduta n. 817
  La XI Commissione, 
premesso che: 
nel 1998, con la trasformazione di Poste Italiane da ente pubblico economico a società per azioni, il trattamento di quiescenza (cosiddetta indennità di buonuscita) dei dipendenti di Poste Italiane è stato bloccato al 28 febbraio 1998 e, quindi, non è soggetto più a rivalutazione; 

il Governo Monti, a seguito dell'approvazione della risoluzione n. 8-00208 del 6 novembre 2012, si impegnava ad adottare entro il 31 gennaio 2013 «iniziative, anche di natura normativa, che consentano (...) un costante aggiornamento del valore dell'indennità di buonuscita». Tale impegno è rimasto del tutto disatteso e, ad oggi, l'importo della buonuscita viene liquidato ai lavoratori postali senza alcuna forma di rivalutazione; 
va, pertanto, individuato un intervento risolutivo che ponga fine al protrarsi di questa ingiustizia, che comporta la sottrazione di una consistente parte del salario differito maturato dai lavoratori. Tale manovra coinvolge, dunque, sia lavoratori ancora in servizio che quelli che hanno già ricevuto la liquidazione dell'indennità di buonuscita poiché cessati dal lavoro; 
in risposta all'interrogazione n. 5-11009 del 30 marzo 2017, il Governo ha reso noto che, dai dati della gestione commissariale fondo buonuscita per i lavoratori di Poste italiane, risulta quanto segue: i lavoratori postali cessati dal servizio, a cui è già stata liquidata l'indennità di buonuscita dal 1998 ad oggi, sono 142.847; i lavoratori postali tuttora in servizio, per i quali deve ancora maturare il diritto all'indennità di buonuscita, sono 76.754; l'ammontare complessivo della rivalutazione monetaria e degli interessi eventualmente riconoscibili a tutti i soggetti interessati, sia cessati che ancora in servizio, è pari a 907.261.000 euro; l'ammontare complessivo delle indennità di buonuscita che dovranno essere liquidate nel corso dei prossimi anni (e, in particolare, per il periodo dal 2017 al 2040) è pari a 939.972.000 euro; 
il Governo ha inoltre riferito che lo stesso non ha, ad oggi, introdotto modifiche all'attuale disciplina in materia di buonuscita poiché «i vincoli posti dall'attuale quadro finanziario» non hanno ancora reso possibile tale manovra; 
si osserva che l'onerosità dell'intervento in questione è dipesa anche dal protrarsi, negli anni, del blocco della rivalutazione della buonuscita, pertanto, continuare a rimandare una concreta iniziativa risolutiva, renderà sempre più ingenti le somme necessarie alla rivalutazione della buonuscita di tutti coloro che ne hanno diritto, anche considerando la maturazione degli interessi su tali importi,
impegna il Governo
a promuovere urgenti iniziative   al fine di riconoscere la rivalutazione del trattamento di quiescenza sia dei lavoratori cessati che di quelli ancora in servizio di Poste Italiane, valutando la possibilità di istituire all'uopo un fondo ad hoc con un eventuale tetto massimo di spesa 
(7-01290) « Rizzetto  Nastri ».  


(3) 4/7/2017
Egr. On.le,
ritengo, ma questa è naturalmente solo una mia opinione personale, che i rappresentanti del Popolo, eletti (?) in Parlamento, debbano rendere conto del proprio operato al popolo stesso e, se interessati personalmente da qualcuno per una qualsiasi problematica, abbiano il dovere di fornire comunque una risposta, quale che sia.
Orbene, quella di seguito riportata è solo l'ultima mail, in ordine temporale a lei inviata, che attende un seppur minimo cenno di riscontro.
In caso contrario, voglia cortesemente cancellare il mio nominativo dalla sua rubrica: non vedo per quale ragione dovrei continuare a leggere i suoi interventi laddove dei miei scritti a lei indirizzati non sembra essere affatto presi nella benchè minima considerazione.
Fa molto male pensare che in questo Paese l'educazione non meriti rispetto e non trovi ascolto nelle istituzioni, diversamente da "azioni di forza" antidemocratiche - a volte anche brutali - , seguendo il ben noto principio di "Facimm ammuina" - tradotto dal napoletano, facciamo chiasso, facciamo casino! ".
Distinti saluti

Dott. Claudio Aliberti 

mercoledì 5 luglio 2017

L’On. Walter Rizzetto presenta una Risoluzione Parlamentare

Tra i numerosi Parlamentari contattati In questa legislatura dal nostro Comitato – finora - abbiamo trovato coerenza tra parole e fatti, pensieri e atti SOLO nell’On. Walter Rizzetto che - dal 14 marzo 2017 ad oggi ci ha ricevuti ed ascoltati; poi ha presentato un'opportuna interrogazione volta a conoscere quanto vale la mancata rivalutazione della Buonuscita dei Postali ed ottenuto la risposta del Governo.
Una volta saputo il quanto, il 20/06/2017 ha presentato una Risoluzione in Commissione Lavoro della Camera la n. 7/01290 che potete legger per intero qui.
Vi terremo aggiornati su quando verrà discussa e su ciò che verrà detto e deciso da chi è chiamato ad esprimersi.
Da parte nostra ancora un GRAZIE all’On. Walter Rizzetto.



Atto Camera

Risoluzione in commissione 7-01290
presentato da
RIZZETTO Walter
testo presentato
Martedì 20 giugno 2017
modificato
Mercoledì 28 giugno 2017, seduta n. 822
  La XI Commissione,
premesso che:
nel 1998, con la trasformazione di Poste Italiane da ente pubblico economico a società per azioni, il trattamento di quiescenza (cosiddetta indennità di buonuscita) dei dipendenti di Poste Italiane è stato bloccato al 28 febbraio 1998 e, quindi, non è soggetto più a rivalutazione;
il Governo Monti, a seguito dell'approvazione della risoluzione n. 8-00208 del 6 novembre 2012, si impegnava ad adottare entro il 31 gennaio 2013 «iniziative, anche di natura normativa, che consentano (...) un costante aggiornamento del valore dell'indennità di buonuscita». Tale impegno è rimasto del tutto disatteso e, ad oggi, l'importo della buonuscita viene liquidato ai lavoratori postali senza alcuna forma di rivalutazione;
va, pertanto, individuato un intervento risolutivo che ponga fine al protrarsi di questa ingiustizia, che comporta la sottrazione di una consistente parte del salario differito maturato dai lavoratori. Tale manovra coinvolge, dunque, sia lavoratori ancora in servizio che quelli che hanno già ricevuto la liquidazione dell'indennità di buonuscita poiché cessati dal lavoro;
in risposta all'interrogazione n. 5-11009 del 30 marzo 2017, il Governo ha reso noto che, dai dati della gestione commissariale fondo buonuscita per i lavoratori di Poste italiane, risulta quanto segue: i lavoratori postali cessati dal servizio, a cui è già stata liquidata l'indennità di buonuscita dal 1998 ad oggi, sono 142.847; i lavoratori postali tuttora in servizio, per i quali deve ancora maturare il diritto all'indennità di buonuscita, sono 76.754; l'ammontare complessivo della rivalutazione monetaria e degli interessi eventualmente riconoscibili a tutti i soggetti interessati, sia cessati che ancora in servizio, è pari a 907.261.000 euro; l'ammontare complessivo delle indennità di buonuscita che dovranno essere liquidate nel corso dei prossimi anni (e, in particolare, per il periodo dal 2017 al 2040) è pari a 939.972.000 euro;
il Governo ha inoltre riferito che lo stesso non ha, ad oggi, introdotto modifiche all'attuale disciplina in materia di buonuscita poiché «i vincoli posti dall'attuale quadro finanziario» non hanno ancora reso possibile tale manovra;
si osserva che l'onerosità dell'intervento in questione è dipesa anche dal protrarsi, negli anni, del blocco della rivalutazione della buonuscita, pertanto, continuare a rimandare una concreta iniziativa risolutiva, renderà sempre più ingenti le somme necessarie alla rivalutazione della buonuscita di tutti coloro che ne hanno diritto, anche considerando la maturazione degli interessi su tali importi,
impegna il Governo

a promuovere urgenti iniziative normative al fine di riconoscere la rivalutazione del trattamento di quiescenza sia dei lavoratori cessati che di quelli ancora in servizio di Poste Italiane, valutando la possibilità di istituire all'uopo un fondo ad hoc con un eventuale tetto massimo di spesa.
(7-01290) «
RizzettoNastri».